Fermiamoci in silenzio

di Giocosa - 5 gennaio 2020

L’inizio di un nuovo anno è sempre carico di tante aspettative e tanti interrogativi. Ci chiediamo come andrà, se sarà migliore di quello passato, se riusciremo a portare a compimento i nostri progetti, se riusciremo a realizzare i nostri sogni.

Abbiamo nel cuore tanti pensieri, molti sono belli, positivi, altri un po’ meno, qualcuno magari ci mette ansia.

Talvolta, per esorcizzare la paura del futuro, pensiamo di leggere l’oroscopo oppure facciamo ricorso a cartomanti o a presunti maghi, illudendoci che possano, in qualche modo, predire il nostro futuro.

Se ci fermiamo, ancora una volta, a contemplare il presepe, ci rendiamo conto che la Parola di Dio ci viene in aiuto, per distoglierci dal percorrere quelle strade, che non ci portano da nessuna parte e ci procurano solo più ansia e agitazione.

Guardiamo a Maria e a Giuseppe e proviamo ad immedesimarci nella loro condizione: nella fotografia del presepe li vediamo in una situazione di precarietà.

Erano lontani da casa; avevano trovato posto solo in una stalla; il Bambino era nato nel momento meno indicato, aveva bisogno di tutto e loro avevano davvero poco da potergli offrire. Inoltre, tanti erano i pericoli attorno a loro e non sapevano come affrontarli.

La Santa Famiglia, è l’immagine di tante nostre famiglie, con i loro problemi, con le loro preoccupazioni. Il lavoro che non c’è o che è precario, i figli con tante necessità ed esigenze, i rapporti familiari non sempre sereni, le difficoltà che non mancano mai.

Il Vangelo ci dice che, di fronte a tutte quelle difficoltà, Maria e di certo anche Giuseppe, custodivano tutte quelle cose, meditandole nel loro cuore (cfr. Lc 2,16-21). Si concedevano dei momenti di silenzio, per pensare, per riflettere, per comprendere che cosa fare, come affrontare le contrarietà, per capire qual era la volontà di Dio sulla loro vita.

Lungi da noi il pensare che già conoscessero il loro futuro, che già sapessero che cosa sarebbe successo nella loro vita. Scoprivano, invece, giorno per giorno, qual era la strada che il Signore chiedeva loro di percorrere.

Meditavano e pregavano, rendendo grazie al Signore per le meraviglie che aveva operato nella loro vita e consegnandosi fiduciosi nelle Sue mani, per affrontare con coraggio le nuove sfide, che la vita aveva in serbo per loro.

Non è nella confusione e nel chiasso, che possiamo capire dov’è l’origine della nostra pace, della nostra serenità, della nostra gioia, della nostra fecondità spirituale. Occorre fare silenzio, fermarci a riflettere, a meditare, per comprendere che cosa vuole il Signore da noi.

Nel silenzio, possiamo cercare di mettere insieme, alla luce della grazia di Dio, le tante tessere dei nostri pensieri e preoccupazioni, per vedere quale mosaico, quale progetto d’amore Dio vuole realizzare nella nostra vita.

Fermiamoci un attimo, per ripensare alle nostre giornate, non con quella negatività che ci spinge a puntare il dito contro gli altri, a lamentarci di tutto e di tutti. Guardiamo sempre, alla nostra vita, in modo positivo, ringraziando il Signore per i tanti doni che ci ha fatto.

Fermiamoci in silenzio, per ascoltare la Parola di Dio, che ci aiuta a vedere anche nelle difficoltà delle opportunità, illuminando il nostro futuro, per tingerlo di speranza.

Fermiamoci in silenzio ultima modifica: 2020-01-05T00:20:36+00:00 da Giocosa

Testimonianze

  1. Don Roberto

    Ho letto tutto l’articolo, più volte. Grazie perché ogni volta illumina un momento della giornata. Fermarmi a pensare non è tempo sprecato, ma bene impiegato in mezzo a tanti rumori.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le sue meraviglie

Se le riflessioni e gli interventi presenti in questo articolo suscitano in te il ricordo di un episodio della tua vita del quale rendere grazie al Signore per le meraviglie che ha operato, lascia qui il tuo racconto.

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