Chiamati a stare insieme

di Giocosa - 26 Gennaio 2015
Chiamati a stare insieme

Marco, discepolo di Paolo e di Pietro, scrive il suo Vangelo, perché porta nel cuore una domanda grande ed è da questa domanda che scaturiscono i racconti che formano il Vangelo a lui intitolato. La domanda che si pone Marco è: Chi è Gesù? alla quale segue un’altra domanda: Chi è Gesù per me?

Di certo, le stesse domande se le sono poste anche Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni quando si sono sentiti dire da Gesù, mentre erano impegnati nel loro lavoro: «Venite dietro a me».

Sicuramente anche loro si sono chiesti: ma chi è costui per cambiare la mia vita? Se lo seguo, devo lasciare le mie sicurezze, la mia famiglia, i miei amici, il mio tempo libero. Chi è costui che mi chiama? E perché chiama proprio me? Chi è Gesù per me? I discepoli rispondono, non con le parole, ma con i fatti: lo seguono.

Persone diverse che ascoltano la stessa parola e Lo seguono e, cammin facendo, si rendono conto di essere chiamati a condividere la vita non solo con Gesù, ma anche tra di loro.

Gesù, in fondo, non aveva bisogno di creare attorno a sé una piccola comunità per poter evangelizzare. Essendo il Figlio di Dio, poteva fare tutto da solo.

Eppure, ha voluto aver bisogno degli uomini. Ha voluto costruire attorno a sé una piccola comunità, perché diventasse come il seme che fa fruttificare tante piccole comunità, fino a far fruttificare la grande comunità che è la Chiesa. Mettendo insieme i primi discepoli, Gesù ci fa capire che insieme è difficile ma è bello.

Scrivendo il Vangelo, Marco vuole provocare anche in ciascuno di noi le stesse domande: Chi è Gesù? Chi è Gesù per me?

Se osserviamo i fatti che accadono nel mondo, attorno a noi e dentro di noi, queste domande diventano la chiave per interpretare il senso profondo della vita. Gesù ci chiama a seguire Lui, ma ci chiama anche a stare insieme, per farci capire che il senso vero e più profondo della nostra vita è che noi ci accorgiamo che abbiamo bisogno di Lui.

In fondo, possiamo anche provare a condividere la nostra vita con Gesù, ma seguire Gesù e stare insieme con gli altri è molto più difficile ed esigente. Gesù ci mette insieme perché possiamo scoprire i nostri limiti e le nostre fragilità, le nostre necessità e ci fa capire che, seguendo Lui, le risposte le troviamo non in Lui, ma in chi abbiamo vicino.

Insieme si scoprono tutti i limiti propri e degli altri, ma si scoprono anche le capacità, le doti, le bellezze, le qualità degli altri. Stare insieme vuol dire trovare la difficoltà di andare avanti per la stessa strada, ma anche la bellezza che insieme si va più avanti, si ha meno paura, si affronta la vita con più coraggio, si affrontano le difficoltà sorreggendosi l’uno con l’altro. Il cemento che ci deve legare insieme è la preghiera, è la fiducia nella Parola di Gesù, è credere in quello che Lui ci dice.

Credere al Vangelo, convertirsi significa, piano piano, ogni giorno, imparare a superare sé stessi, per poter andare d’accordo con gli altri, e se anche gli altri cercano di fare lo stesso, è la testimonianza migliore di tutte, è la realizzazione migliore della nostra chiamata a seguire Gesù.

Le risposte alle domande più belle e profonde del nostro animo le troviamo sì nella preghiera, ma la preghiera poi ci rimanda a chi abbiamo accanto. Chi ho vicino a me è la risposta ai miei bisogni e chi è vicino a me trova in me le risposte alle sue domande.

Chiamati a stare insieme ultima modifica: 2015-01-26T19:42:01+01:00 da Giocosa

Testimonianze

  1. Concetta

    chi è Gesù per me? molte volte è difficile rispondere a questa domanda, però analizzando solo la parola amore ci aiuta a capire: ci sono molti modi di amare, mamma, figlio, fratello amici… tutti però hanno sempre un pizzico di gelosia nei confronti di questo grande sentimento, ma quando sappiamo che una persona si converte o si battezza noi proviamo gioia. La parola Amore è Gesù un mistero grande, meraviglioso per tutti anche per me.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le sue meraviglie

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