Testimonianze

  1. Anna Maria Palma

    Da diverso tempo porto Gesù agli ammalati e agli anziani della comunità e dicono sempre poco della loro condizione di salute ma, dopo la lettura della Parola aprono il loro cuore e ascoltarli è diventata, per me, la diaconia più condivisa e più profonda.
    È il dono dello Spirito che li guida e le loro parole mi sono di conforto. Spesso il nostro sguardo si incrocia con intensità e proprio in questi momenti di silenzio c’è una Presenza che ci parla.
    Tempo fa in casa di una coppia ho letto negli occhi del marito una domanda, lui che partecipava sempre in silenzio al Rito per la moglie e gli ho chiesto se voleva condividere con lei il Pane spezzato.
    E ogni settimana aspettavano tutti e due quel momento e poi facevano risuonare il Vangelo con brevi racconti del loro vissuto.
    Credo che solo nel silenzio Gesù possa entrare nel nostro cuore perché è lì che è con noi e ci chiede di ascoltarlo.

  2. Tilde

    Ascoltare gli altri mi piace e mi fa riflettere, mi dà modo di confrontarmi.
    Non so se per carattere o per fiducia o per modo di pormi, spesso mi capita di ascoltare persone, cerco di farlo con attenzione e piacere, senza pregiudizi, anche se non è semplice “specie se hai ascoltato altri”, e senza dire la mia, anche questo è difficile… Quando sono presa dal discorso spesso mi capita di intervenire.
    Metto il cuore oltre la testa in quello che faccio, ci credo e vado avanti… Responsabilmente

  3. Tilde

    Ascoltare non è semplice.
    Ho ascoltato, ascolto la Parola di Dio, ne ho fatto parte di me. A volte, non nascondo che ci sia stata e ci sia insofferenza, altre volte piacere e serenità.
    Sono stata fortunata ad incontrare persone che mi hanno guidato, fatto riflettere, rivedere le mie convinzioni. Mi hanno fatto comprendere l’importanza di mettere in pratica l’Amore di cui Gesù ci parla.
    Non dedico molto tempo alla preghiera e alla riflessione solitaria e silenziosa. Forse per pigrizia, forse non sono capace. Il silenzio un po’ mi spaventa, mi sconcerta, un po’ mi scoccia… La mente va oltre, dopo un po’ mi perdo, non ho più la concentrazione.
    Proprio per questo mi piace pregare con gli altri, mi fa star bene e partecipo con piacere e convinzione agli incontri

  4. Pina

    Mi piace ascoltare, specialmente quando una persona si racconta. Mi dà modo di riflettere specialmente di confrontarmi, credo che ogni persona può insegnarci qualcosa.
    Uso la testa, ma prevale il cuore.
    Mi ritrovo sempre a riflettere sui racconti delle persone che si aprono, e se qualcosa nn mi rispecchia, mi chiedo se fossi io al suo posto?
    Ed ecco che ci si guarda dentro nel piu profondo. Ci ritrovi eventi, emozioni già provate e se nn è cosi ti sono servite x evolvere e anche x cambiare ❤️

  5. Imma

    Ascoltare mi dà gioia e mi fa sentire serena perché mi rende parte degli altri e mi fa avvertire meno il sentirmi sola.
    Accogliere i dubbi, le riflessioni, le paure o semplicemente le parole di chi mi parla, dandomi fiducia, mi rende capace di parlare e rivelarmi a mia volta.
    “Ascoltare non è ubbidire”, queste le parole che stasera mi hanno dato modo di continuare a riflettere.
    Ascoltare è sollecitare la riflessione per essere liberi: è questo che mi dice Gesù, quando guida il mio cuore all’ascolto.

  6. Mariarosaria

    L’ascolto dell’altro parte innanzitutto da quello verso me stessa e, man mano che scopro aspetti di me, prima sommersi, miglioro io e la relazione con l’altro.
    Quel senso di vuoto che ho sempre provato e che, senza accorgermene, reprimevo anziché scomparire ritornava in ogni situazione e non per affligermi, come io erroneamente pensavo, ma perché aveva qualcosa da dirmi; infatti nel momento in cui l’ho accolto ho abbattuto il mio pregiudizio e, da che lo consideravo negativo (perciò lo ignoravo), addirittura l’ho percepito positivo.
    Ho capito, infatti, che la sua presenza mi riportava ad una mia mancanza, ad un rifiuto: l’aver messo Dio ai margini e me al centro. Come non potevo provare il vuoto?
    Grazie Gesù che fai luce sulle mie tenebre

  7. Anna

    Non sempre mi fa piacere ascoltare, soprattutto quando mi racconto, spesso succede che ciò che mi viene detto nn è quello che vorrei sentirmi dire.
    Spesso preferisco nn parlare proprio perché nn ho voglia di sentirmi dire la risposta.
    Da quando frequento il gruppo parrocchiale be’ li è tutto più facile: sono riuscita ad aprirmi senza paura, perché tutti mi hanno ascoltato senza pregiudizi, mi sento a casa perché li percepisco che tutti stiamo seduti per lo stesso motivo nutrirci della parola di Gesù e condividere insieme emozioni.
    So che questo è un cammino lungo senza fine ma è di ciò che ho bisogno per trovare me stessa imparando ad ascoltare la parola di Gesù

  8. Maria

    Mi piace ascoltare, però spesso mi rendo conto, quando discuto specialmente in famiglia, che spesso ho la risposta senza dare nessuna possibilità a chi sta discutendo con me ed effettivamente poi si finisce per alzare la voce.
    Ci sono delle persone, in particolare, con cui mi piace parlare, perché sono certa di essere ascoltata senza pregiudizi come quando parlo a Gesù.
    Poi c’è il gruppo che si è creato in parrocchia, che mi fa stare bene, perché la condivisione per me cammina di pari passo con l’ascolto ed io il giovedì sono una persona nuova, viva insomma diversa piena d’amore ricevuto con la speranza di saper riuscire a donarlo.
    Grazie Gesù perché ascolti sempre la mia voce.

  9. Carmela

    Io ascolto sempre il mio cuore e cerco sempre di ascoltare gli altri perché in un modo e nell’altro ho desiderio di aiutare il prossimo

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le sue meraviglie

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